Funghi Cardoncelli sott’olio

Onda Lucana

Funghi Cardoncelli sott’olio

Tratto da:Onda Lucana®by Pina Chidichimo

Ingredienti:

  1. – funghi cardoncelli;
  2. – peperoncini;
  3. – aglio;
  4. – acqua;
  5. – aceto;
  6. – sale;
  7. – olio di semi di girasole.

Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana®by Pina Chidichimo 2019.jpgImmagine tratta da repertorio di Onda Lucana® by Pina Chidichimo 2019

Procedimento:

Pulite i funghi, lavateli velocemente sotto acqua a temperatura ambiente, fateli sgocciolare, poi tagliateli a pezzetti.

Mettete una pentola sul fuoco con una parte di aceto e due di acqua ( ad es. 1/2 litro di aceto + 1 litro di acqua) e il sale; quando raggiunge il bollore, versatevi i funghi, e lasciateli cuocere per alcuni minuti.

Scolateli, metteteli in uno scolapasta e lasciateli sgocciolare e raffreddare bene.

Successivamente, poneteli in una ciotola, unite l’aglio mondato e tagliato a fettine e i peperoncini a pezzetti, aggiustate di sale , condite con l’olio di girasole e mescolate delicatamente.

Sistemateli nei vasetti di vetro sterilizzati, coprite con l’olio…

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Belvedere, la politica e le fumate grigie. Ma il “divide et impera” a chi giova?

Ci sono tante sfumature di grigio. Le conosciutissime “cinquanta”, il grigio di Londra, il grigio canna di fucile, il grigio Gaber, il grigio chianti e tanti altri che non sto ad elencare. E come il grigio di Giorgio Gaber anche stavolta il colore diventa un’intuizione, una rivelazione.

Una presa di coscienza che non esiste solo il nero o il bianco. Ma anche il grigio. A metà. Né carne e né pesce. Si insomma il limbo per eccellenza. Ecco, è lo stesso che si sta vivendo a Belvedere sul piano politico, soprattutto nel centrodestra. Se fosse per le due correnti “alternate e alternanti” quella di Gentile e quella di Orsomarso, si potrebbe anche governare in due, come i consoli romani. Ma l’ilarità va ben al di là. Qui si gioca per l’atto di forza sul territorio, se in mano all’uno o all’altro. Ma il “divide et impera”, mi chiedo, a chi giova?

Se nel mentre il centrosinistra sembra già caratterizzato da una solida base organizzativa, dall’altra ancora si parla, parla, parla. Nell’area che il medico Vincenzo Cascini intende guidare si erano dati dapprima cinque giorni per decidere il candidato a sindaco, poi altri due e ora sino a domani, 1 aprile. Che sa tanto di pesce d’aprile. Candidati in lista a parte, di cui nessuno sembra averne piena cognizione, dei due pretendenti alla poltrona, Cascini e Vincenzo Spinelli, è certo che uno dovrà fare il fatidico passo indietro. Anche perché un’eventuale scissione della maggioranza uscente non gioverebbe a nessuno, alle prese ancora con i dubbi e le incertezze dei pretendenti ad entrare in lista. Si insomma, se non si chiarisce chi e cosa si porta alla decisione dell’elettorato belvederese, i tentennamenti sono tanti, eccome se ci sono. Di incontri cordiali ce ne sono stati, ma tutti terminati con la fatidica fumata grigia. Nulla di sostanziale.

Sul piatto invece del centrosinistra Barbara Ferro viaggia: la sua “In comune” cammina senza sosta nella formazione della compagine che si attesta con nomi spendibili sul piano sociale. A proposito: la sede “In Comune” aprirà i battenti il 3 aprile e rimarrà aperta per tutta la campagna elettorale e anche dopo. Nel frattempo si attende la decisione del Pd su chi sostenere: se la compagine più consona o spostarsi con il centrodestra di Cascini, Spinelli e company.

Sugli altri fronti si attende la decisione di Gilberto Raffo se scendere in campo o meno. Il M5s ha presentato il suo candidato, si tratta di Renato Cipolla. Ambizioni a parte, il fine è quello di portare in Consiglio comunale la forte voce del Movimento. E vuoi vedere che stavolta ci riescono?

Antonello Troya

via Belvedere, la politica e le fumate grigie. Ma il “divide et impera” a chi giova? — Lo Strillone

VERGOGNOSO!! GIUDICI DENUNCIATI! HANNO IGNORATO GLI ESPOSTI SU RENZI, SPESE PAZZE E FAVORI AGLI AMICI

Non indagano su Matteo Denunciati i pm di Firenze
Maiorano è il grande accusatore del segretario Pd. La Procura ha ignorato le sue dettagliate denunce

Alessandro Maiorano, il «grande accusatore» di Matteo Renzi, riparte all’attacco. E di fronte a una presunta inerzia della procura di Firenze sulle sue denunce contro il premier, si rivolge alla procura generale preso la Corte d’appello della stessa città, alla procura generale presso la Corte di Cassazione e al Csm, affinché valutino la possibilità di avocare le indagini e avviare «eventuali azioni disciplinari o penali».

I fatti. Nei mesi scorsi Maiorano ha presentato due esposti alla magistratura. Il primo sull’affitto della casa di Renzi in via degli Alfani, pagato, per tre anni, da Marco Carrai, manager comunale e amico dell’allora sindaco di Firenze; il secondo relativo alle presunte «spese pazze», 30 milioni di euro, che Renzi avrebbe fatto da presidente della Provincia. Sui due casi la magistratura ha aperto altrettanti fascicoli «modello 45», quello su notizie non rivestenti natura di reato.

Rivolgendosi ai tre organi della magistratura, Maiorano, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, premette che, avendo agito in qualità di semplice cittadino e non avendo, dunque, diritto di essere formalmente informato del prosieguo delle indagini, potrebbe essere all’oscuro su eventuali sviluppi investigati.

Detto ciò, l’accusatore del premier ricorda che, quanto al primo esposto sull’affitto pagato da Carrai e presentato il 13 marzo 2014, vengono rivelati i «vantaggi economici» di Carrai «che potevano far ipotizzare un rapporto corruttivo». Il riferimento è soprattutto «alla sua presidenza della Società Aeroporto di Firenze, a partecipazione comunale» nel momento in cui Renzi era sindaco; all’assegnazione, senza bando di gara, della «fornitura di audio guide nei musei fiorentini a favore della C&T dello stesso Carrai»; e alla «ristrutturazione di Eataly Firenze» di Oscar Farinetti, definito «sostanziale alter ego di Renzi».

Per Maiorano si tratta di un «circuito rispetto al quale l’esigenza di stabilire se il tutto sottendesse ad una manovra corruttiva ad ampio raggio, era ed è pressante».

Sta di fatto che, secondo il dipendente comunale, ci si trova di fronte a «fatti nei quali la logica corruttiva (…) risultava e risulta davvero indiscutibile» e «l’iscrizione a modello 45 avrebbe costituito lo strumento per non iscrivere il Renzi e i suoi eventuali correi nel registro delle persone sottoposte a indagini».

Venendo alla denuncia sulle presunte «spese pazze», presentata l’1 agosto 2014, Maiorano sottolinea che nell’esposto si parla di «associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione ed in particolare di peculato, allorché il Renzi era presidente della provincia di Firenze»; di «molteplici delitti di peculato (…) riguardo a spese non attinenti a finalità istituzionali, allo sfruttamento della Florence Multimedia, alla strumentalizzazione della iniziativa denominata Genio Fiorentino, alla ricettazione di somme di denaro percepite dal Renzi dal noto Luigi Lusi», ex tesoriere della Margherita condannato per appropriazione indebita. Una denuncia, insomma, definita dallo stesso Maiorano «assolutamente e indiscutibilmente particolareggiata», corredata da «completa documentazione» sulle spese incriminate e la «dimostrazione delle modalità con le quali le somme a vario titolo erogate dalla provincia al suo presidente, venivano spese». Per Maiorano, se anche in questo caso è stato aperto un fascicolo «modello 45», siamo di fronte a un’«operazione grottesca».

Ma c’è un terzo esposto depositato in procura da Maiorano il 3 febbraio 2014 «allegando documento giornalistico riguardante alcune fondazioni facenti capo al Renzi» con «soggetti coinvolti come lo stesso Carrai, Maria Elena Boschi (fedelissimo ministro di Renzi, ndr) e Luca Lotti (sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ndr)».

In questo caso il denunciante rammenta che talune di queste fondazioni «recentissimamente» sono state «chiamate in causa nell’ambito dell’inchiesta sulla Cooperativa Concordia per connessioni con il clan dei Casalesi». Di questa terza denuncia, conclude Maiorano, «non se n’è saputo assolutamente più nulla». Da qui la richiesta di avocazione di tutti gli atti.

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IL MIRACOLO DELLA VITA

Onda Lucana

IL MIRACOLO DELLA VITA (pag. 485)

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

Bellissimo l’amplesso, bellissimo il sesso,

bellissimo l’amore

a beneficiare la mente ed il cuore!

Il cuore innamorato,

sempre di vita palpitante e di vita donante!

La piccola creatura che ora germogliando sta

della mamma nella sua pancia scura!

Stupendo miracolo, meraviglioso dono

della prodigiosa natura!

Il miracolo della brava natura

che da sempre si compie e dura!

Nel piccolo sacco buio, fra tanta difficoltà,

pur si muove la dolce creatura!

Si muove, scalpita e cresce!

Poi, con dolorose doglie per la mamma partoriente,

all’improvviso esce!

Esce per la stretta fessura,

che qualche problema di certo procura!

E così, strillando a tutto andare,

perché dal suo comodo nido è dovuto sloggiare,

anch’egli viene al mondo,

non sapendo che al mondo

per bere e per mangiare

devi sempre lavorare!

Non sapendo che spesso

la vita in questo mondo

è…

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La versione pick up del nuovo suv Alfa Romeo Tonale — Virgilio Motori

Alfa Romeo Tonale Pick Up 6x6Fonte: Aksyonov NikitaLo stesso designer si è dilettato anche nella creazione di una variante pick-up ma con 4 ruote e il risultato è davvero impressionante. Il progetto rappresenta un chiaro segnale dell’interesse acceso dall’Alfa Romeo per il suo nuovo SUV. L’Alfa Romeo Tonaleutilizzerà la stessa piattaforma della Jeep Compass. Il modello sarà in versione ibrida plug-in con un motore elettrico collegato all’asse posteriore affiancato ad un propulsore a benzina legato invece all’anteriore. Un elemento che richiama la tradizione del DNA di Alfa Romeo è la ruota teledial, il cerchio da 21’’ richiama il concetto di disco telefonico grazie alla sua struttura leggera, pulita e di grande impatto del tema circolare.Roberta Zerbi, responsabile dell’area EMEA di Alfa Romeo, ha inoltre aggiunto che la casa sta lavorando a due soluzioni, senza considerare una versione esclusivamente elettrica. L’intenzione della casa italiana è di non abbandonare benzina e diesel,mentre per i motori non si hanno ancora notizie in merito. Tutte le versioni saranno a due ruote motrici per il modello non elettrificato.Il progetto dell’Alfa Romeo Tonale è comunque in pieno sviluppo e sono tante le possibilità in vista dell’uscita sul mercato nel 2020. Ad esempio in tanti si sono chiesti se ci sarà la versione Quadrifoglio, ma durante la presentazione non è stato fatto alcun accenno. C’è però la possibilità di effettuare modifiche, innovazioni e cambiamentiprima del lancio, che avverrà solo il prossimo anno.Alfa Romeo Tonale Pick Up ” data-medium-file=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg?w=1080&h=616?w=300″ data-large-file=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg?w=1080&h=616?w=1024″ class=”size-full wp-image-122337″ src=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg” style=”max-width:100%;” />

via La versione pick up del nuovo suv Alfa Romeo Tonale — Virgilio Motori

EX MINISTRO DI MONTI: “VOLEVAMO PORTARE GLI ITALIANI ALLA SOGLIA DI POVERTÀ” — Notizie 24 ore

Signore e signori, ecco Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro nel governo di Mario Monti. Ospite a SkyTg24, commenta le misure adottate dall’esecutivo Gentiloni sul reddito di inclusione, e spiega: “C’è una grossa differenza tra ciò che avevamo immaginato e quello che si dice sarà il reddito di inclusione, ovvero che nel nostro schema la famiglia e le persone venivano portate alla soglia di povertà“.

Poi qualcosa gli è sfuggita di mano e hanno creato piu’ miseria del previsto, CON ANNESSI SUICIDI A RAFFICA

Una gaffe, insomma. O forse un lapsus. Di sicuro, l’ex ministro ha affermato chiaro e tondo che Monti (col benestare di Napolitano che lo ha nominato) aveva un obiettivo: affamare le persone portandole alla soglia di povertà. Lo aveva affermato lo stesso Monti, vantandosi Monti si vanta alla CNN: stiamo distruggendo la domanda interna(video)

E D’Attorre lo aveva ampiamente confermato  D’Attorre (Pd): annientamento dell’Italia programmato. Da Monti a Renzi è tutto scritto (video)

Il video è stato rilanciato su Twitter dove qualche incompetente asservito al sistema (non avendo capito un tubo) si è permesso di commentare, dicendo che lo spezzone è decontestualizzato. Capite fino a che punto il regime ha spappolato il cervello delle persone fragili? Qui un’intervista di Monti al Corriere

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via EX MINISTRO DI MONTI: “VOLEVAMO PORTARE GLI ITALIANI ALLA SOGLIA DI POVERTÀ” — Notizie 24 ore

COMMISSIONE BANCHE/ Draghi, la contromossa di Mattarella per fermare M5s e Lega

La Commissione d’inchiesta sulle banche, nonostante i paletti di Mattarella, rischia di diventare mero strumento di caccia al consenso

30.03.2019 – Ugo Bertone il sussidiario.net

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (LaPresse)

Non è difficile sospettare che il presidente Sergio Mattarella avrebbe volentieri fatto a meno di apporre la propria firma alla legge che ha istituito la nuova Commissione d’inchiesta sulle banche voluta dal Governo giallo-verde. La conferma arriva dai paletti posti all’attività del nuovo organismo che, vista la durata del mandato e l’ambito dei compiti attribuiti dal Parlamento, rischia di configurarsi come un nuovo potere (o forse contro-potere) nei confronti delle autorità esistenti, sia in Italia che a livello europeo, in grado di interferire e condizionare l’intera attività del credito. Per carità, i problemi non mancano in materia finanziaria. E non potrebbe essere diversamente per un sistema che a fatica sta emergendo dalla voragine delle sofferenze, assai frammentato e provato dai crac che si sono susseguiti e dalle perdite registrate dai risparmiatori e dagli azionisti. Un fardello che, per la verità, solo in parte può essere contestato ai banchieri di casa nostra. 

Certo, ci sono stati comportamenti colpevoli e arricchimenti illeciti (ben poca cosa rispetto alla realtà anglosassone e tedesca), ma il cedimento strutturale di una parte del sistema non è stato il frutto di furti o malversazioni, bensì il risultato di una crisi che ha mandato all’aria un quarto del sistema industriale del Paese, più il cappio del debito pubblico e altri guai che una gestione intransigente e miope da parte di Bruxelles (vedi la gestione del caso Tercas) hanno ampliato a dismisura.

Di tutto questo, del resto, si è già occupata la precedente Commissione d’inchiesta. Stavolta l’obiettivo è senz’altro più ampio, perché l’indagine riguarderà l’intero sistema, non solo istituti coinvolti in situazioni di crisi, con l’obiettivo di “analizzare la gestione degli enti creditizi”, ovvero una dizione che più generica e ampia non si può. Quasi una licenza di uccidere, per scomodare James Bond, peraltro conferita ad agenti come Gianluigi Paragone, senz’altro ottimi giornalisti e conduttori tv, ma che nulla probabilmente sanno di tecnica bancaria, dei regolamenti di Basilea, di credit default swap o di altri derivati. E ignari, è lecito supporre, di Intelligenza Artificiale, Fintech e altre tecnologie che probabilmente cambieranno dalle fondamenta il sistema nel prossimo futuro, alla faccia dei nostalgici della vecchia filiale dove il bancario del buon tempo antico custodiva i libretti di risparmio investendo i depositi nelle migliorie della drogheria all’angolo. 

Non è il caso, però, di prendersela con Paragone o altri politici che hanno esclusivi interessi politici. Una commissione di indagine, capace di affrontare con la necessaria sensibilità e competenza un rinnovamento del sistema potrebbe metter le basi per una ripartenza dell’economia di casa nostra. Sarebbe sufficiente attendere pochi mesi (non più di otto) per poter affidare l’impresa a Mario Draghi, in uscita da Francoforte, così come Barack Obama seppe sfruttare competenza e autorità di Paul Volcker, l’ex presidente della Fed, per voltar pagina dopo la grande crisi. Ma in quel caso si guardava avanti con la volontà di affrontare e risolvere i problemi. Un compito probabilmente impari per le capacità dei nostri piccoli Catoni in erba, alla ricerca di occasioni per alimentare la audience tv, il mestiere che sanno fare meglio. 

Non è difficile prevedere che la Commissione, pur con i saggi paletti posti dal Presidente per evitare invasioni di campo nei confronti di Banca d’Italia, della magistratura o delle istituzioni Ue, offrirà molti spunti polemici e altrettante occasioni per influire sulle scelte dei professionisti. Più arduo capire che contributo possa offrire al miglior funzionamento del sistema, sia oggi che in proiezione futura. Ma non è questo l’intento della maggioranza, che pur dovrebbe badare a governare, ma che preferisce imbastire processi, l’attività che gli riesce meglio. 

via COMMISSIONE BANCHE/ Draghi, la contromossa di Mattarella per fermare M5s e Lega —

ANGELO DEL CIELO

Onda Lucana

ANGELO DEL CIELO 

Tratto da:Onda Lucana ®by Antonio Lanza-Pescopagano (pz)

Ero troppo innamorato

di te che eri così bella

il mio angelo sperduto

del cielo la mia stella.

Ti cercavo nei miei sogni

come premio dell’amore

così grande lascia i segni

le ferite che ho nel cuore

Angelo del cielo, fermati con me

le pene dell’amore puoi consolare

e quando la notte scende, vedo te

sento una melodia è il mio amore.

E quando le stelle si spengono

e nel cuore il buio poi domina

le favole di un tempo svaniscono

cosa rimane del nostro domani.

Ero innamorato e lo sono ancora

il suo profumo si spande intorno

vorrei vivere l’oblio non il dolore

svegliarmi solo quando tu ritorni.

Che importa se poi

svaniranno i ricordi di un amore

se finalmente noi

rivivremo i sogni dei nostri cuori

se questo tu vorrai

un incantesimo ci farà sognare.

Angelo del…

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Congresso Mondiale delle Famiglie 2019 — Women for Women Italy

[Un attacco ai diritti civili, alle conquiste fatte da donne e uomini che credono nei valori della libertà come primo fondamento per una società senza discriminazioni. Tutti dovremmo preoccuparci, il mondo politico e la società civile per evitare che avanzi un tentativo di divisione nelle società tutte] (n.d.r).

Dal 29 al 31 marzo a Verona si terrà il Congresso Mondiale delle Famiglie. L’evento di portata internazionale ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per ribadire e affermare che la famiglia naturale è l’unica e sola unità stabile e fondamentale per la società. Al congresso parteciperà un gruppo di relatori statunitensi fortemente conservatore del WCF (World Congress of Families) il cui fondatore afferma che la crisi demografica occidentale è causata dalla rivoluzione sessuale e femminista.

Profilo dei relatori

congresso-mondiale-delle-famiglieVediamo chi sono i relatori al convegno, le loro valutazioni sulla famiglia, sul divorzio, sui diritti delle donne e della comunità.

Dimitrij Smirnov esponente importante della Chiesa ortodossa russa sull’aborto ha affermato: “aspettarsi qualsiasi tipo di vita felice dopo l’infanticidio è semplicemente ridicolo. Una persona non può trovare la felicità se è l’assassino dei suoi figli. Se vogliamo essere salvati, questi cannibali devono essere spazzati via dalla faccia della terra”. Per Smirnov l’uomo e la donna non sono uguali e ha aggiunto che la propaganda ha “spinto la donna fuori casa instillando in lei pensieri nocivi”.

L’attivista nigeriana Theresa Okafor che si oppone alle rivendicazioni della comunità omosessuale è una sostenitrice convinta della legge che ha vietato i matrimoni gay. E’ a favore di qualsiasi norma che lotti contro le derive delle unioni omosessuali e condanna la contraccezione e i rapporti sessuali protetti, perché dice “l’aspetto di unione e procreazione del sesso non deve cambiare altrimenti porterà a promiscuità e omosessualità”.

Brian Brown, presidente dell’organizzazione internazionale della famiglia, in America da anni lotta contro i diritti degli omosessuali e sta raccogliendo le firme per combattere i piani degli estremisti. Di recente ha affermato: “Quando si abbattono i pilastri della società come il matrimonio e poi si definiscono “bigotte” posizioni bibliche sulla famiglia, ci saranno conseguenze e una di queste potrebbe essere la normalizzazione della pedofilia”. Per Brown ogni bambino dovrebbe avere genitori normali: una madre e un padre.

Alexey Komov esponente dell’associazione internazionale pro-vita di CitizenGo, ha affermato che l’aborto è la prima causa di femminicidio. Komov, uno dei promotori della legge russa contro la “campagna omosessuale”, ha affermato che lo stile di vita omosessuale non è salutare perché ci sono diverse statistiche che mostrano che il tasso di mortalità tra le persone omosessuali è 20 volte più elevato.

A completare questo quadro inquietante, per l’Italia si uniranno gli interventi dei Ministri Salvini e Fontana, oltre a Zaia e Sboarina senza contare che al convegno parteciperà anche Pillon, promotore del contestatissimo DDL in tema di separazione e affidamento dei figli. Lo scorso anno ha dichiarato “non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull’aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina”. “L’Argentina” ha aggiunto Pillon “è uno dei paesi nei quali abortire legalmente è impossibile e anche quando è consentito (nei casi di gravidanza conseguente a stupro) la pratica viene ostacolata.

Di fronte a questo panel, cittadini e associazioni che da anni si battono per i diritti civili sono già sul piede di guerra e si stanno organizzando per mettere in campo una serie di iniziative proprio a Verona in occasione del Congresso Mondiale WCF.

Tematiche del Congresso

 I temi affrontati durante il congresso saranno:

  1. La bellezza del matrimonio
  2. I diritti dei bambini
  3. Ecologia umana integrale
  4. La donna nella storia
  5. Crescita e crisi demografica
  6. Salute e dignità della donna
  7. Tutela giuridica della Vita e della Famiglia
  8. Politiche aziendali per la famiglia e la natalità
Cristina Montagni

via Congresso Mondiale delle Famiglie 2019 — Women for Women Italy

Grecia: il Governo cede all’Ue e facilita i pignoramenti delle prime case per avere un miliardo di profitti sui suoi bond

Il Parlamento approva la legge che attenua la protezione sulle abitazioni, la condizione posta dall’Eurogruppo per sbloccare la prima tranche di profitti che spettano ad Atene

By Claudio Paudice

Nonostante l’uscita dal terzo piano di salvataggio festeggiata il 20 agosto scorso, i margini d’azione del Governo di Alexis Tsipras per mitigare gli effetti della dolorosa crisi economica per i cittadini greci sono sempre più limitati. Il tempismo dell’azione politica di Atene tradisce la perenne sudditanza alle condizioni poste dai creditori internazionali. Con un voto a netta maggioranza, il Parlamento greco ha approvato la proposta del Governo per modificare le norme che proteggono dai pignoramenti le prime case di chi ha contratto debiti con le banche, la cosiddetta legge Katseli dal nome del ministro che la presentò durante la fase più critica della crisi, scaduta a fine 2018 e poi prorogata per pochi mesi. Il superamento dell’impianto originario, giudicato dai creditori troppo generoso verso i cittadini inadempienti, è stato posto come condizione indispensabile dall’Eurogruppo per l’erogazione ad Atene dei profitti derivanti dalle sue obbligazioni, detenuti dalla Bce e altre banche centrali dell’Eurozona. L’approvazione di tredici misure sulle sedici concordate con le istituzioni europee, portata sul tavolo Ue a marzo scorso, non è stata sufficiente per i funzionari di Bruxelles a sbloccare la prima tranche dei 4,8 miliardi di euro che devono rientrare nelle casse greche entro il giugno del 2022 in ripartizioni semestrali.

Mancava il superamento della Legge Katseli, come ammesso candidamente dal Commissario Ue Pierre Moscovici. La proposta è stata presentata martedì al Parlamento. E prevede che le abitazioni dei debitori fino a un valore di 250mila euro siano escluse dai pignoramenti. Tante le condizioni poste per l’accesso alla protezione: il debitore deve avere un reddito familiare pari 12500 euro se nucleo familiare singolo, 21mila euro se coniugato più cinquemila euro per ogni figlio minore fino a un reddito complessivo massimo di 36mila euro. Al tempo stesso, è stato sensibilmente ridotto il massimale del deposito bancario dei mutuatari, passato da 65mila euro proposto da Atene a 15mila euro.

Condizioni stringenti, ma giudicate comunque insufficienti. Per la prima volta, quindi, sono state introdotte peculiarità per le aziende con la residenza primaria a garanzia del mutuo. Per i prestiti commerciali infatti la soglia di protezione della residenza è più bassa, fissata a 175mila euro. E il valore del patrimonio e/o dei veicoli del debitore e dei suoi familiari non può superare 80mila euro. Nel caso in cui il debitore voglia proteggere la sua prima casa, si impegna a pagare il 120% del suo valore commerciale a rate mensili, a un tasso di interesse pari all’Euribor a tre mesi più il 2%. Il Governo offre il suo aiuto ai mutuatari con un fondo pubblico da 200 milioni di euro.

L’ultima modifica, inserita dal Governo in extremis giovedì a soli due giorni dalla presentazione della riforma, riguarda proprio i prestiti commerciali: inizialmente la protezione degli immobili era stata fissata per prestiti inferiori a 130mila euro. Per i creditori non era sufficiente, il Governo li ha accontentati: con un emendamento dell’ultimo minuto il tetto è stato abbassato a 100mila euro.

Per provare a giustificare le concessioni, il ministro dell’Economia Yiannis Dragasakis ha dichiarato che il governo ha fatto quanto poteva “per avere il via libera, per andare avanti, per necessità e non per desiderio”. Ora il Governo Tsipras si aspetta che il prossimo Eurogruppo del 5 aprile dia luce verde allo sblocco dei profitti maturati dalle altre banche sui suoi bond. È solo la prima tranche dei quasi cinque miliardi che spettano ad Atene, pagata a prezzo altissimo sul piano reputazionale, prima ancora che sociale.

Fonte HuffPost

L’articolo Grecia: il Governo cede all’Ue e facilita i pignoramenti delle prime case per avere un miliardo di profitti sui suoi bond proviene da Politicamente Scorretto.

via Grecia: il Governo cede all’Ue e facilita i pignoramenti delle prime case per avere un miliardo di profitti sui suoi bond — Politicamente Scorretto

Schumi jr sulla Ferrari: non confondiamo MSC e SCM

Onda Lucana

Schumi jr sulla Ferrari: non confondiamo MSC e SCM

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

Mick Schumacher guiderà la Ferrari ai prossimi test del Bahrain. Per la prima volta dal Gran premio del Brasile del 2006 uno Schumacher ritorna ufficialmente al volante di una Rossa in corso di stagione. Una scelta che fa discutere e che bisogna approfondire.

Il giovane rampollo, figlio del 7 volte Campione del mondo, al momento corre in Formula 2 per la Prema Powerteam. Mick ha intrapreso di recente un percorso di formazione e perfezionamento supervisionato dalla Ferrari Driver Academy, filiera che ha accompagnato in F1 Sergio Perez, Jules Bianchi, Antonio Giovinazzi e Charles Leclerc.

Il curriculum del ragazzo è arricchito dalla prestigiosa vittoria dell’ormai defunto Campionato europeo di Formula 3, guarnito dal doppio argento di Formula 4 nei campionati nazionali di Germania e Italia. Adesso è chiamato al salto di qualità nella…

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A Rassignaziune

Onda Lucana

Copertina Frammenti Rotondesi by Peppe Bruno

A Rassignaziune

Tratto da:Onda Lucana® by Peppe Bruno

Chi fatiga, sulu a ci pinsà

Ti vene ncapu come na Rivuluziune

Arricurdannu a quannu ierisi giuvinu

Nzò chi faciasi iera tuttu facile

cunti zinni, e cunti granni,

nun faciasi mai danni.

Ti minavisi puru ndu focu,

ti parìa tuttu nu ioco

Mo chi l’anni su passati, ti sentisi propriu ruinatu

U munnu iè canciatu, ti vidisi a tutti abbannunatu.

Ti sentisi smuntatu, l’occhi faceranu tuttu

ma i vrazzi e i manu, ti tenenu luntanu.

Mo cu i tempi moderni, nun s’ adusa cchiù

u stessu vistimentu, e u stessu parlamentu

a noi pare tuttu cchiù cumplicatu…

I cammise a quiddri tempi ,

s’adusavanu senza i colli, ci facianu sulu a pistagna,

i buttuni ieranu cchiù granniceddre…

I iditi da manu s’anu arriggidute.

I buttuni i o sù quantu na zicca,

e tu a matina p’ abbuttunà,

fai nu nzicca nzicca…

e…

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LA PAPESSA NERA

Onda Lucana

LA PAPESSA NERA

Tratto da:Onda Lucana® by Angelo Ivan Leone-Docente di storia e filosofia presso Miur

La faccia che non vedete sbuffoneggiare è la faccia vera, pericolosa e seria della destra italiana. L’immortale Giorgio Gaber diceva: io non ho paura di Berlusconi in se, ma di Berlusconi in me. Oggi si può ben dire che il problema non è Salvini, ma chi verrà dopo Salvini, ossia dopo che il circo sarà finito. Ed ecco in questa foto una diapositiva di chi potrebbe venire dopo Salvini. Berlusconi si è storicamente sempre battuto, Salvini da solo o con la sua armata Brancaleone giallo-verde tendente al nero (un orrore solo a immaginarlo!) o con una bella alleanza (un patto d’acciaio, magari cinese!) di destra-destra in azzurro-nero-nerissimo quasi svastica, si abbatterà da solo.

Andreotti storicamente non lo si è battuto mai.”Tutto cambia” c’era scritto in una comune hippy tanti anni fa “Gesù…

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Busta Rhymes, Mariah Carey

Busta Rhymes, Mariah Carey – I Know What You Want (Video) ft. Flipmode Squad

BustaRhymesVEVO

Pubblicato il 21 gen 2014

Busta Rhymes’ official music video for ‘I Know What You Want’ ft. Mariah Carey and The Flipmode Squad. Click to listen to Busta Rhymes on Spotify: http://smarturl.it/BustaSpot?IQid=Bus…

 

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———

Lyrics:

Baby if you give it to me

I’ll give it to you

I know what you want

You know I got it

Baby if you give it to me

I’ll give it to you

As long as you want

You know I got it

 

We been together for a few years

Shared a few tears

Called each other nicknames

Like Sugar Plum and Poo Bear

I’m always on the road

I’m hardly ever home

Always busy this busy that

Can’t talk on the phone

I know you aggrevated

Walk around frustrated

Ya patience gettin’ short

How long can you tolerate it

Listen ma I’m just motivated

I do this for us

Step on the grind tryin’ to elevate it now”

Categoria

Musica

La musica in questo video

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Brano

I Know What You Want

Artista

Busta Rhymes and Mariah Carey feat. The Flipmode Squad

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by Revolver Boots

Proteste in Algeria: vento di cambiamento? — The Bottom Up

Un mese fa, il 22 febbraio 2019, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare pacificamente, dopo la comunicazione della ricandidatura di Abdelaziz Bouteflika, 82enne presidente dell’Algeria, colpito da un ictus nel 2013 e per questo impossibilitato a svolgere pienamente la funzione pubblica già da quello stesso anno. Bouteflika ha deciso di ritirare la candidatura per bloccare le proteste ma queste non si sono fermate.

La protesta

La prima manifestazione è stata organizzata tramite i social network, come era successo anche durante le Primavere Arabe nei paesi vicini, e da allora le proteste hanno coinvolto le principali città del Paese: la capitale Algeri, Constantine, Oran, Tizi Ozou, Sétif e molte altre. Si sono svolte in maniera per lo più pacifica, anche se in alcune città non sono mancati degli scontri con le forze dell’ordine. Il carattere civico e l’auto-regolamentazione interna che caratterizza questi moti hanno permesso di evitare i momenti di tensione e di dirottare i percorsi di fronte ai cordoni dei poliziotti, che nella maggior parte dei casi hanno reagito al massimo con qualche lacrimogeno. I manifestanti si sono riuniti in lunghi cortei e hanno marciato attraverso le città, con striscioni e bandiere. Si sono aggregati in maniera quasi spontanea perché l’annuncio di una ricandidatura per un quinto mandato ha risvegliato l’orgoglio nazionale e ha provocato l’indignazione di chi si è sentito preso in giro da questo atto. Nemmeno la promessa di Abdelaziz Bouteflika di un mandato più breve, con l’obiettivo di convocare una conferenza nazionale con il compito di modificare la legge fondamentale per poi indire nuove elezioni, ha funzionato. Infatti, molti algerini ricordano che questa stessa promessa era stata fatta nel 2012 e che le riforme che erano state annunciate sono state più volte rimandate e infine boicottate dalle élite e dai gruppi che avrebbero dovuto parteciparvi. Non bastava più una promessa, serviva qualcosa di più. Per questo sono scesi in piazza: veterani della guerra di liberazione, sindacati, rappresentanti dei partiti politici non di governo, intellettuali, esponenti di alcune professioni come avvocati, giornalisti, insegnanti. Ma soprattutto tanti giovani, studenti, liceali e universitari.

Il ruolo dei giovani

Sono proprio i giovani l’anima di queste proteste e questo ha un significato a partire dalla demografia del paese. Il 54% della popolazione algerina ha, infatti, meno di 30 anni e il 45% meno di 25. Nonostante siano una componente così rilevante dal punto di vista demografico, il governo non fa molto per loro. Il tasso di disoccupazione è dell’11%, ma quello giovanile sale drammaticamente quasi al 30%. Questo significa che molti lavorano nell’economia informale o in settori i cui salari sono modesti e instabili. Infatti, il tasso di partecipazione attiva alla forza lavoro è appena del 41%.

Questa situazione socio-economica non permette ai giovani di costruirsi un futuro. Un governo con lo stesso presidente, lo stesso partito di maggioranza e la stessa élite politica non può aiutare questi cittadini, come del resto non ha fatto negli anni precedenti. Moltissimi giovani hanno conosciuto solo Bouteflika come presidente, che è in carica dal 1999. Un cambiamento è necessario: prima di tutto politico e poi anche economico.

Internazionale

La situazione politica

La “longevità” della leadership di Bouteflika è il cuore delle proteste. È stato presidente della Repubblica algerina per quattro volte di seguito, dalla fine degli anni ‘90 appunto. Fin dal suo primo mandato ha cercato di rafforzare il potere presidenziale a discapito di quello dei vertici militari che in alcuni Paesi dell’Africa ha un ruolo fondamentale e in parte ci è riuscito, anche se il ruolo dell’esercito è comunque rilevante e il suo sostegno determinante. Con una maggiore centralizzazione del potere è stata, però, favorita l’ascesa di una ristretta cerchia di imprenditori che hanno monopolizzato l’iniziativa economica del Paese. Inoltre, le forze di sicurezza sono state rese compiacenti verso il governo centrale, grazie a un continuo ricambio dei vertici con promesse di benefit nell’ambito privato. Quindi c’è un sostegno reciproco che impedisce un vero cambiamento.

Il partito di maggioranza è il Front de Libération Nationale (FLN) che ha rappresentato una costante della vita politica algerina successiva alla liberazione. Ci sono, anche, dei partiti di opposizione ma sono tra di loro divisi, non riescono ad accordarsi per presentare un candidato comune che possa competere con Bouteflika e di fatto non sono completamente liberi nel manifestare le proprie opinioni. Secondo l’indice di Freedom Housel’Algeria non è un paese libero per quanto riguarda i diritti politici e civili. Una delle più importanti limitazioni è quella alla libertà di stampa e di espressione.

Le elezioni, che dovrebbero essere un momento in cui il popolo esprime la propria opinione, hanno un’affluenza bassa: alle presidenziali del 2014 era del 49%. La sfiducia che il popolo algerino nutre verso le elezioni è acuita anche da una molto alta percezione della corruzione e una situazione economica non molto rosea.

 

La situazione economica

L’economia algerina dipende fortemente dal petrolio che esporta verso i paesi dell’Europa, ma non solo. Per questo motivo le entrate vengono per lo più dal mercato degli idrocarburi che negli ultimi anni ha diminuito molto il prezzo dell’oro nero. Se quindi fino a qualche anno fa, il governo poteva basare le sue politiche e la spesa pubblica sui ricavi che provengono dal settore petrolifero, oggi questo risulta più difficile proprio perché le entrate sono più ridotte. E il PIL cresce poco. Per questo motivo, nel 2016 e 2017 sono state messe in atto anche delle politiche impopolari: un aumento della pressione fiscale, compresa IVA e accise sul carburante, e un forte contenimento della spesa pubblica. A ciò si è aggiunta l’inflazione che ha ridotto ulteriormente il potere d’acquisto dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari che provengono per lo più dalle importazioni.

Cruciale è il profilo monosettoriale dell’economia algerina. Infatti, il settore agricolo è fortemente arretrato e produce poco, mentre nel settore dei servizi il ruolo di datore di lavoro è svolto per lo più dall’amministrazione pubblica. Dall’altro lato, il processo di industrializzazione non è riuscito completamente: le politiche attuate negli anni ‘60 e ‘70 e il tentativo di differenziare l’economia furono spazzati via dal peso sempre più importante del settore degli idrocarburi. Questo ambito però non assorbe abbastanza forza lavoro. Da qui l’alto tasso di disoccupazione e la bassa partecipazione al mercato del lavoro “formale”. Un grande numero di persone in età attiva, infatti, non sono impiegati nei settori tradizionali ma, per esempio, svolgono mansioni in ambito domestico o nell’economia sommersa, senza regolare contratto di lavoro. Inoltre i grandi capitali che provengono dall’esportazione del petrolio e del gas non sono stati redistribuiti e sono rimasti nelle mani di un potentato, il pouvoir. Questo gruppo è formato dai vertici di Sonatrach (l’impresa di Stato che gestisce il settore), dell’esercito e dell’intelligence, che non hanno alcun interesse affinché ci sia un cambiamento.

Perché solo ora?

Perché nonostante questa difficile situazione politica, economica, sociale non c’è mai stato un cambiamento negli ultimi 20 anni? Perché sia il regime sia gli osservatori esterni sono rimasti stupiti da queste manifestazioni?

L’anno in cui Bouteflika è salito al potere coincide con la fine della guerra civile conosciuta con il nome di “decade nera”. La sua figura è rispettata proprio per l’importante ruolo di conciliazione nella conclusione della guerra civile. Una guerra che coinvolse non solo i due fronti opposti ma anche molti civili. I morti furono 150mila.

Il ricordo di quegli orrori è ancora fresco nelle menti di molti algerini. E la paura che una manifestazione o una protesta si trasformi in una guerra civile come quella, è molto forte. E spesso questo timore così diffuso è stato sfruttato dal governo per sopire i malcontenti.

Il Post

Ha funzionato anche nel 2011, durante le Primavere Arabe. Le richieste di migliori condizioni economiche furono soddisfatte attraverso politiche mirate tra cui, per esempio, sussidi per le classi più povere. Misure di successo, almeno temporaneamente perché rese possibili dagli introiti delle risorse petrolifere.

Oggi, però, quei guadagni così elevati non ci sono più. E anche se ci fossero non basterebbero. Perché la richiesta è diversa. Più democrazia, elezioni libere, veri candidati alternativi, sviluppo economico che non interessi solo i grandi imprenditori petroliferi, ma anche altri settori, arretrati come l’industria, l’agricoltura. Un investimento di lungo periodo.

Finora le concessioni che sono state fatte dal governo e dal presidente Bouteflika sono queste: il rinvio delle elezioni politiche alla fine del 2019, la convocazione di una conferenza che modifichi la Costituzione attuale e la promessa di una non-ricandidatura. Basterà?

Le proteste non si sono fermate e il 26 marzo 2019 il capo dell’esercito algerino, Gaid Salah, ha chiesto l’applicazione dell’art. 102 della Costituzione che prevede la destituzione del presidente in caso di “impedimento fisico all’esercizio delle sue funzioni”. Spetta ora al Parlamento e al Consiglio costituzionale valutare l’incapacità del Capo dello Stato. Cosa accadrà ora?

Erica Torresan

Copertina: Il Post

 

via Proteste in Algeria: vento di cambiamento? — The Bottom Up

C’è ancora tempo per la direttiva su Internet

Onda Lucana

C’è ancora tempo per la direttiva su Internet

Tratto da:Onda Lucana® by Marco Di Geronimo

L’Unione europea ha approvato la direttiva sul diritto d’autore. Ma cos’è propriamente una direttiva? Si tratta di un interrogativo di non poco conto. Perché dalla risposta a questa domanda dipende l’entrata in vigore di questa legge europea, dalla quale dipende gran parte del futuro di Internet nel Vecchio Continente.

Una premessa: internazionalisti e costituzionalisti sono morti tutti non appena hanno letto legge europea. Difatti la «legge» la approva un Parlamento, liberamente e sulla base di scelte politiche autonome. Viceversa tutto il diritto europeo è frutto di faticosi bracci-di-ferro internazionali tra i Governi, che passano al vaglio tutte le proposte nei cosiddetti Consigli dei ministri (degli esteri, degli interni, dell’agricoltura ecc.) che si riuniscono a Bruxelles.

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Due sono gli atti europei vincolanti per la popolazione. Il primo è il regolamento, quello che…

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Perchè dietro Tarrant c’e’ l’Ombra del Mossad — WotansVolk

Nel 2006 si venne a sapere che la CIA aveva pianificato e lanciato un’Operazione di Psicologia Militare, PsyOp, in Iraq progettata per esagerare il ruolo ed ingigantire la figura carismatica Abu Musab al-Zarqawi nell’insurrezione irachena seguita all’invasione militare americana.

L’Operazione andò a buon fine tra l’esultanza dei vertici militari che la ritennero una delle operazioni di maggior successo condotta fino ad allora.

L’intento PsyOp non supponeva di creare divisioni tra gli insurgenti iracheni, ma era concepita al solo fine di far recepire al pubblico americano e mondiale che un efferato e sanguinario leader Sunnita era a Capo degli Ostili alla presenza Occidentale nel levante iracheno.

Infatti per le Forze d’Occupazione era conveniente far credere all’Opinione Pubblica dell’Esistenza di un Nemico carismatico e spietato cui opporsi.

Esistenza che “conferiva” uno scopo all’intero scenario militare e ne giustificava la presenza nella percezione del pubblico.

Pur conoscendo la sua posizione, e avendo sempre traccia dei suoi spostamenti, per un lungo periodo gli Americani furono contrari ad eliminarlo, dando seguito a notizie stampa nel tempo, rivelatesi ovviamente false, della sua presunta morte in diverse occasioni.

Hanno fatto la stessa cosa con Al Baghdadi, dichiarandolo morto in numerose occasioni, per poi farlo resuscitare in seguito.

Lo PsyOp Tattico Strategico da allora ha fatto altri passi da gigante, lasciando il Medio Oriente per arrivare agli Antipodi Europei della Terra, cioè in Oceania…

Haaretz.com :

All’inizio del nuovo anno, il ramo operativo del Comando centrale delle forze di difesa israeliane ha tagliato il nastro su un nuovo dipartimento, chiamatoCentro per le operazioni di coscienza. È una reincarnazione di un’altra divisione che si era impegnata principalmente nella legittimazione internazionale e negli aspetti legali dell’attività militare israeliana, ed era stata subordinata al ramo della pianificazione.

Lo scopo di questo Dipartimento dell’I.D.F. è di concentrare la pianificazione di tutte le attività con eserciti stranieri, diplomatici, stampa straniera e opinione pubblica – sotto un unico ufficio di analisi militare. Tutto questo è fatto come parte dello sforzo di Israele di influenzare il nemico e l’opinione occidentale sulle mosse militari israeliane sul fronte settentrionale e nei territori.

Al culmine della seconda intifada, al capo dello staff dell’epoca, Moshe Yaalon, fu chiesto come Israele sarebbe stata capace di prevenire e sconfiggere gli attentati suicidi dei palestinesi. Yaalon rispose allora che la vittoria sarebbe stata raggiunta attraverso “l’incisione conoscitiva“.

Yaalon è stato segretamente deriso dalla stampa ma, a posteriori, aveva ragione. Gli attacchi terroristici si placarono principalmente perché entrambe le parti della leadership palestinese, dell’Autorità palestinese e infine anche di Hamas, giunsero alla conclusione che il prezzo che Israele stava esigendo dal popolo palestinese in risposta al terrorismo era troppo alto.

Cioè per ogni Israeliano ucciso la rabbia degli Israeliani si poteva placare uccidendo almeno 100 palestinesi o così, perdite troppo imponenti per far continuare oltre l’escalation “suicida” di Hamas.

Anche il capo dello staff incombente, Gadi Eizenkot, ha un vivo interesse per la battaglia sulla coscienza. È anche menzionato nell’ultimo documento strategico dell’IDF. Il suo intimo amico, il colonnello Gabi Siboni, ha recentemente pubblicato un articolo sul meccanismo di modellamento cognitivo, attraverso INSS.

INSS :

L’IDF ha intensificato recentemente la sua attività cognitiva e si è impegnata in un significativo processo di accumulo in questo ambito. Ciò ha incluso lo sviluppo di una dottrina delle operazioni cognitive e l’impegno nello sviluppo di strumenti tecnologici, nella formazione delle risorse umane e nella costruzione di strutture organizzative a sostegno della dottrina. L’uso di capacità evidenti dall’unità del portavoce dell’IDF consente di parlare direttamente con molti destinatari negli stati nemici sui social medianonché con elementi terroristici. Ciò viene effettuato utilizzando le varie capacità sviluppate nell’IDF, pensate per creare legittimità in un pubblico di destinatari internazionali, influenzare il nemico e persino mantenere la deterrenza. L’attuale sviluppo della tecnologia nei social media, sia palese che segreta, costituisce un vantaggio strategico per Israele a fianco delle risorse cinetiche tradizionali.

In altre parole fanno capire che hanno “agganciato” Brenton Tarrant sui social media e lo hanno manovrato per i loro scopi.

Alla fine di Gennaio 2018, il portavoce dell’IDF e Generale di Brigata Ronen Manlis ha pubblicato un articolo sui media arabi, avvertendo i cittadini libanesi del “comportamento da hooligan di Hezbollah, l’istituzione di infrastrutture e impianti terroristici per fabbricare sistemi d’arma sotto gli occhi del governo libanese e lo schieramento militare indisturbato di tutto ciò tra la popolazione civile “. Manlis ha aggiunto che i cittadini del Libano non dovrebbero” lasciare che Iran e Hezbollah sfruttino

L’articolo di Manlis ha fornito uno sguardo su una serie di attività aperte e segrete dell’IDF nel campo delle operazioni cognitive, con l’obiettivo di fornire messaggi al pubblico di riferimento in Libano, nella regione e nel mondo in generale: cioè, gli sforzi accumulati dall’Iran e il suo delegato Hezbollah è chiaro a Israele, che Israele ha la capacità di agire contro di loro, e che quindi i cittadini del Libano farebbero meglio a sanzionare questi dispiegamenti bellici, poiché la popolazione civile si trova come scudo umano in una futura campagna militare tra le parti.

L’importanza di sopprimere lo spirito combattivo dell’avversario non è meno importante dell’effettiva uccisione dei suoi soldati“, ha dichiarato Carl von Clausewitz, sottolineando che l’attività cinetica sul campo di battaglia deve essere combinata con un’attività progettata per influenzare la mentalità del nemico.

Gli eserciti e gli stati si ritrovano a dover fronteggiare gli sforzi di influenza del nemico che utilizzano il regno tecnologico e i social media per ottenere risultati senza ricorrere all’uso di mezzi cinetici o impiegare entrambi i tipi di strumenti insieme.

Infatti Tarrant ha utilizzato entrambi gli strumenti in maniera eccellente. Oltre a saper usare le armi militari,  ha anche ben utilizzato , come nessuno in precedenza, tutta la tecnologia Internet attuale per diffondere il suo messaggio, incluso il video – LIVE – dell’evento.

Nonostante gli sforzi della Censura Neozelandese il materiale prodotto da Tarrant, il suo manifesto, il suo video, è nella sua interezza disponibile a tuttoggi pressochè ovunque.

Questo fenomeno richiede che gli eserciti e gli stati operino sia sul piano difensivo, al fine di contrastare gli sforzi nemici, sia sul piano proattivo e offensivo, al fine di raggiungere gli obiettivi influenzando il pubblico di destinazione nemico, inclusi decisori, comandanti, combattenti, e l’opinione pubblica nazionale e mondiale.

Ma veniamo ai punti essenziali della c.d. Cognitive Enemy Task:

Gli sforzi cognitivi possono essere suddivisi in tre categorie: (1) Sfida segreta, in cui l’obiettivo attaccato/contattato non è consapevole che è in corso uno sforzo per influenzarlo. In tali operazioni, i messaggi vengono trasmessi in un modo che impedisce al pubblico di destinazione di identificare che è soggetto a un’operazione di influenza. Un esempio potrebbe essere messaggi trasmessi da elementi camuffati.

Per “Disguised Elements – Elementi Camuffati“, loro intendono che “colui che ti contatta” non ti appare come un nemico, piuttosto il contrario.

(2) Gli sforzi sotto copertura (definiti anche “operazioni sotto falsa bandiera“), il cui obiettivo, sia un’organizzazione, un pubblico o un paese, sono consapevoli dell’attività contraria, ma quelli dietro di esso si nascondono dietro una falsa identità. Un esempio è la campagna per l’elezione del Governatore della Florida nel 1994. Gli attivisti del candidato democratico Lawton Chiles hanno telefonato a circa 70.000 elettori anziani, identificati come rappresentanti del candidato repubblicano Jeb Bush, e hanno detto loro che Bush intendeva tagliare le assicurazioni e gli aiuti medici nazionali agli anziani, soggetti di importanza critica per loro.

Le False Flag e tanti recenti avvenimenti nel Mondo dovrebbero far suonare qualche campana adesso.-

Il comune denominatore di tutti i tipi di sforzi cognitivi è che la maggior parte dell’attività si svolge nel regno visibile, trasmettendo messaggi al pubblico di destinazione nei media classici (la stampa, la televisione e la radio) e via internet, i social media, i forum , blog e annunci di siti Web. Lo sforzo esplicito porta con sé la maggior parte della capacità di influenzare e cambiare l’opinione pubblica, rispetto a un grande pubblico a livello decisionale. L’attività nel regno palese richiede alcune abilità, principalmente una comprensione della psicologia di massa e la capacità di analizzare il pubblico di riferimento. In questo contesto, lo sviluppo delle capacità operative negli eserciti in generale e nelle IDF in particolare può beneficiare del mondo civile. Le campagne per influenzare i vari target di pubblico sono il pane e il burro di ogni pubblicità e ufficio di pubbliche relazioni che commercializzano prodotti o campagne per i politici.

L’attuale sviluppo della tecnologia nei social media, sia palese che segreta, costituisce un vantaggio strategico per Israele a fianco delle risorse cinetiche tradizionali. Esiste un notevole potenziale di attività nella sfera aperta, anche nel contesto operativo, mentre si intensificano le manovre in tandem e le operazioni di fuoco nel regno fisico.

Brenton Tarrant non ha realmente molto che vedere con il Nazionalismo Bianco, l’insigne del Sonnenrad è stata utilizzata per screditare i ranghi dei Movimenti Identitari ed EtnoNazionalisti che si rifanno alla Letteratura e alla Cultura Nordica ed Ancestrale Europea.

Brenton Tarrant ha nominato pochissimo, se non per nulla, l’Ebreo. Cosa alquanto disdicevole per un qualsiasi attivista di tutta la Galassia di Destra Alternativa. Se invece di chiamarsi Brenton Tarrant si fosse chiamato Andrew Anglin allora capirete al volo ciò di cui parlo.
Come non si può nominare la Sorgente di un Problema se non per il fatto che non la si ritiene tale?

Quella sopra è l’unica ricorrenza della parola “ebreo” nell’intero testo.

E mi viene da chiedergli…dopo quel “fino a quando non proverà a fare del male alla mia gente”, stupido coglione… sono secoli che fanno del male alla nostra gente, come mai non hai mai letto nulla al riguardo se le tue fonti sono largamente uguali alle nostre?

Stai per uccidere delle persone, ed hai anche l’occasione di raccontare al mondo la tua visione di esso, la fonte dei mali, le soluzioni che auspichi per migliorare questo mondo…credi nel Sole Nero e Valhalla, parli di Sostituzione di Popoli e Razze, di come l'(((Establishment Mediatico Mondiale))) “copre” e “protegge” le forze che rimpiazzano noi con le nostre tradizioni, il valore della famiglia, la cultura bianca, etc. ma dietro tutto questo “non racconti al Mondo” che esiste una relazione con il Sionismo e con le dottrine politiche, psicologiche e religiose ebraiche.

Ma da dove cazzo sei saltato fuori… Tarrant?

Se gli eserciti usano queste tecnologie per operazioni cognitive di “guerriglia” allora i servizi segreti , da un tempo più lungo, sono i grandi esperti di questa materia, Mossad in testa. Ad esempio quando aiutarono a creare Hamas per contrastare al Fatah, cosa che avvenne anni dopo puntualmente.

***

Wikipedia:

Il Centro per le operazioni di coscienza (in ebraico המרכז למבצעי תודעה), abbreviato Malat (מל”ת) è un’unità di direzione delle operazioni di difesa israeliane specializzata in guerra psicologica.

Precedentemente noto come unità di guerra psicologica, l’unità è stata riattivata tra il 2004 e il 2005 dopo cinque anni di operazioni ridotte e comprende ufficiali dell’intelligence e psicologi civili guidati da un colonnello anziano, con particolare attenzione per gli arabi.

L’unità era il risultato di diversi tentativi falliti di rinnovare il fronte di guerra psicologica nell’IDF. La dottrina delle unità è di influenzare l’opinione pubblica palestinese usando “propaganda, guerra psicologica e talvolta disinformazione“.

via Perchè dietro Tarrant c’e’ l’Ombra del Mossad — WotansVolk

FAMMI SORRIDERE

Onda Lucana

FAMMI SORRIDERE

Tratto da:Onda Lucana ®by Antonio Lanza-Pescopagano (pz)

Per te freno le mie lacrime, se ti guardo sento nell’anima un dolore forte più di prima, una pazzia se non mi chiami.

Le lacrime non vorrei versare, fammi vedere gli occhi chiari, non è mancanza di coraggio, non accettare se viene peggio.

Quello che è scritto nel cielo sia il bene, che tutto il male cade su noi, come sentenza ci mantiene solo la speranza.

Per te, io non trovo le parole, dirti che sei bella più del sole, c’è una spina e fa tanto male, sarà più dura poi restare solo.

Per te verserei le mie lacrime quelle dal cuore e dall’anima, se fosse per una grande gioia, insieme, felici e senza la noia.

Dimmi: perché un volto triste, solo ieri l’ho visto così celeste non può essere la malinconia a cancellare il sole, l’armonia.

Qual è il…

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