Funghi Cardoncelli sott’olio

Onda Lucana

Funghi Cardoncelli sott’olio

Tratto da:Onda Lucana®by Pina Chidichimo

Ingredienti:

  1. – funghi cardoncelli;
  2. – peperoncini;
  3. – aglio;
  4. – acqua;
  5. – aceto;
  6. – sale;
  7. – olio di semi di girasole.

Immagine tratta da repertorio di Onda Lucana®by Pina Chidichimo 2019.jpgImmagine tratta da repertorio di Onda Lucana® by Pina Chidichimo 2019

Procedimento:

Pulite i funghi, lavateli velocemente sotto acqua a temperatura ambiente, fateli sgocciolare, poi tagliateli a pezzetti.

Mettete una pentola sul fuoco con una parte di aceto e due di acqua ( ad es. 1/2 litro di aceto + 1 litro di acqua) e il sale; quando raggiunge il bollore, versatevi i funghi, e lasciateli cuocere per alcuni minuti.

Scolateli, metteteli in uno scolapasta e lasciateli sgocciolare e raffreddare bene.

Successivamente, poneteli in una ciotola, unite l’aglio mondato e tagliato a fettine e i peperoncini a pezzetti, aggiustate di sale , condite con l’olio di girasole e mescolate delicatamente.

Sistemateli nei vasetti di vetro sterilizzati, coprite con l’olio…

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Belvedere, la politica e le fumate grigie. Ma il “divide et impera” a chi giova?

Ci sono tante sfumature di grigio. Le conosciutissime “cinquanta”, il grigio di Londra, il grigio canna di fucile, il grigio Gaber, il grigio chianti e tanti altri che non sto ad elencare. E come il grigio di Giorgio Gaber anche stavolta il colore diventa un’intuizione, una rivelazione.

Una presa di coscienza che non esiste solo il nero o il bianco. Ma anche il grigio. A metà. Né carne e né pesce. Si insomma il limbo per eccellenza. Ecco, è lo stesso che si sta vivendo a Belvedere sul piano politico, soprattutto nel centrodestra. Se fosse per le due correnti “alternate e alternanti” quella di Gentile e quella di Orsomarso, si potrebbe anche governare in due, come i consoli romani. Ma l’ilarità va ben al di là. Qui si gioca per l’atto di forza sul territorio, se in mano all’uno o all’altro. Ma il “divide et impera”, mi chiedo, a chi giova?

Se nel mentre il centrosinistra sembra già caratterizzato da una solida base organizzativa, dall’altra ancora si parla, parla, parla. Nell’area che il medico Vincenzo Cascini intende guidare si erano dati dapprima cinque giorni per decidere il candidato a sindaco, poi altri due e ora sino a domani, 1 aprile. Che sa tanto di pesce d’aprile. Candidati in lista a parte, di cui nessuno sembra averne piena cognizione, dei due pretendenti alla poltrona, Cascini e Vincenzo Spinelli, è certo che uno dovrà fare il fatidico passo indietro. Anche perché un’eventuale scissione della maggioranza uscente non gioverebbe a nessuno, alle prese ancora con i dubbi e le incertezze dei pretendenti ad entrare in lista. Si insomma, se non si chiarisce chi e cosa si porta alla decisione dell’elettorato belvederese, i tentennamenti sono tanti, eccome se ci sono. Di incontri cordiali ce ne sono stati, ma tutti terminati con la fatidica fumata grigia. Nulla di sostanziale.

Sul piatto invece del centrosinistra Barbara Ferro viaggia: la sua “In comune” cammina senza sosta nella formazione della compagine che si attesta con nomi spendibili sul piano sociale. A proposito: la sede “In Comune” aprirà i battenti il 3 aprile e rimarrà aperta per tutta la campagna elettorale e anche dopo. Nel frattempo si attende la decisione del Pd su chi sostenere: se la compagine più consona o spostarsi con il centrodestra di Cascini, Spinelli e company.

Sugli altri fronti si attende la decisione di Gilberto Raffo se scendere in campo o meno. Il M5s ha presentato il suo candidato, si tratta di Renato Cipolla. Ambizioni a parte, il fine è quello di portare in Consiglio comunale la forte voce del Movimento. E vuoi vedere che stavolta ci riescono?

Antonello Troya

via Belvedere, la politica e le fumate grigie. Ma il “divide et impera” a chi giova? — Lo Strillone

VERGOGNOSO!! GIUDICI DENUNCIATI! HANNO IGNORATO GLI ESPOSTI SU RENZI, SPESE PAZZE E FAVORI AGLI AMICI

Non indagano su Matteo Denunciati i pm di Firenze
Maiorano è il grande accusatore del segretario Pd. La Procura ha ignorato le sue dettagliate denunce

Alessandro Maiorano, il «grande accusatore» di Matteo Renzi, riparte all’attacco. E di fronte a una presunta inerzia della procura di Firenze sulle sue denunce contro il premier, si rivolge alla procura generale preso la Corte d’appello della stessa città, alla procura generale presso la Corte di Cassazione e al Csm, affinché valutino la possibilità di avocare le indagini e avviare «eventuali azioni disciplinari o penali».

I fatti. Nei mesi scorsi Maiorano ha presentato due esposti alla magistratura. Il primo sull’affitto della casa di Renzi in via degli Alfani, pagato, per tre anni, da Marco Carrai, manager comunale e amico dell’allora sindaco di Firenze; il secondo relativo alle presunte «spese pazze», 30 milioni di euro, che Renzi avrebbe fatto da presidente della Provincia. Sui due casi la magistratura ha aperto altrettanti fascicoli «modello 45», quello su notizie non rivestenti natura di reato.

Rivolgendosi ai tre organi della magistratura, Maiorano, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, premette che, avendo agito in qualità di semplice cittadino e non avendo, dunque, diritto di essere formalmente informato del prosieguo delle indagini, potrebbe essere all’oscuro su eventuali sviluppi investigati.

Detto ciò, l’accusatore del premier ricorda che, quanto al primo esposto sull’affitto pagato da Carrai e presentato il 13 marzo 2014, vengono rivelati i «vantaggi economici» di Carrai «che potevano far ipotizzare un rapporto corruttivo». Il riferimento è soprattutto «alla sua presidenza della Società Aeroporto di Firenze, a partecipazione comunale» nel momento in cui Renzi era sindaco; all’assegnazione, senza bando di gara, della «fornitura di audio guide nei musei fiorentini a favore della C&T dello stesso Carrai»; e alla «ristrutturazione di Eataly Firenze» di Oscar Farinetti, definito «sostanziale alter ego di Renzi».

Per Maiorano si tratta di un «circuito rispetto al quale l’esigenza di stabilire se il tutto sottendesse ad una manovra corruttiva ad ampio raggio, era ed è pressante».

Sta di fatto che, secondo il dipendente comunale, ci si trova di fronte a «fatti nei quali la logica corruttiva (…) risultava e risulta davvero indiscutibile» e «l’iscrizione a modello 45 avrebbe costituito lo strumento per non iscrivere il Renzi e i suoi eventuali correi nel registro delle persone sottoposte a indagini».

Venendo alla denuncia sulle presunte «spese pazze», presentata l’1 agosto 2014, Maiorano sottolinea che nell’esposto si parla di «associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di un numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione ed in particolare di peculato, allorché il Renzi era presidente della provincia di Firenze»; di «molteplici delitti di peculato (…) riguardo a spese non attinenti a finalità istituzionali, allo sfruttamento della Florence Multimedia, alla strumentalizzazione della iniziativa denominata Genio Fiorentino, alla ricettazione di somme di denaro percepite dal Renzi dal noto Luigi Lusi», ex tesoriere della Margherita condannato per appropriazione indebita. Una denuncia, insomma, definita dallo stesso Maiorano «assolutamente e indiscutibilmente particolareggiata», corredata da «completa documentazione» sulle spese incriminate e la «dimostrazione delle modalità con le quali le somme a vario titolo erogate dalla provincia al suo presidente, venivano spese». Per Maiorano, se anche in questo caso è stato aperto un fascicolo «modello 45», siamo di fronte a un’«operazione grottesca».

Ma c’è un terzo esposto depositato in procura da Maiorano il 3 febbraio 2014 «allegando documento giornalistico riguardante alcune fondazioni facenti capo al Renzi» con «soggetti coinvolti come lo stesso Carrai, Maria Elena Boschi (fedelissimo ministro di Renzi, ndr) e Luca Lotti (sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ndr)».

In questo caso il denunciante rammenta che talune di queste fondazioni «recentissimamente» sono state «chiamate in causa nell’ambito dell’inchiesta sulla Cooperativa Concordia per connessioni con il clan dei Casalesi». Di questa terza denuncia, conclude Maiorano, «non se n’è saputo assolutamente più nulla». Da qui la richiesta di avocazione di tutti gli atti.

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IL MIRACOLO DELLA VITA

Onda Lucana

IL MIRACOLO DELLA VITA (pag. 485)

Tratto da:Onda Lucana® by Gerardo Renna

Bellissimo l’amplesso, bellissimo il sesso,

bellissimo l’amore

a beneficiare la mente ed il cuore!

Il cuore innamorato,

sempre di vita palpitante e di vita donante!

La piccola creatura che ora germogliando sta

della mamma nella sua pancia scura!

Stupendo miracolo, meraviglioso dono

della prodigiosa natura!

Il miracolo della brava natura

che da sempre si compie e dura!

Nel piccolo sacco buio, fra tanta difficoltà,

pur si muove la dolce creatura!

Si muove, scalpita e cresce!

Poi, con dolorose doglie per la mamma partoriente,

all’improvviso esce!

Esce per la stretta fessura,

che qualche problema di certo procura!

E così, strillando a tutto andare,

perché dal suo comodo nido è dovuto sloggiare,

anch’egli viene al mondo,

non sapendo che al mondo

per bere e per mangiare

devi sempre lavorare!

Non sapendo che spesso

la vita in questo mondo

è…

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La versione pick up del nuovo suv Alfa Romeo Tonale — Virgilio Motori

Alfa Romeo Tonale Pick Up 6x6Fonte: Aksyonov NikitaLo stesso designer si è dilettato anche nella creazione di una variante pick-up ma con 4 ruote e il risultato è davvero impressionante. Il progetto rappresenta un chiaro segnale dell’interesse acceso dall’Alfa Romeo per il suo nuovo SUV. L’Alfa Romeo Tonaleutilizzerà la stessa piattaforma della Jeep Compass. Il modello sarà in versione ibrida plug-in con un motore elettrico collegato all’asse posteriore affiancato ad un propulsore a benzina legato invece all’anteriore. Un elemento che richiama la tradizione del DNA di Alfa Romeo è la ruota teledial, il cerchio da 21’’ richiama il concetto di disco telefonico grazie alla sua struttura leggera, pulita e di grande impatto del tema circolare.Roberta Zerbi, responsabile dell’area EMEA di Alfa Romeo, ha inoltre aggiunto che la casa sta lavorando a due soluzioni, senza considerare una versione esclusivamente elettrica. L’intenzione della casa italiana è di non abbandonare benzina e diesel,mentre per i motori non si hanno ancora notizie in merito. Tutte le versioni saranno a due ruote motrici per il modello non elettrificato.Il progetto dell’Alfa Romeo Tonale è comunque in pieno sviluppo e sono tante le possibilità in vista dell’uscita sul mercato nel 2020. Ad esempio in tanti si sono chiesti se ci sarà la versione Quadrifoglio, ma durante la presentazione non è stato fatto alcun accenno. C’è però la possibilità di effettuare modifiche, innovazioni e cambiamentiprima del lancio, che avverrà solo il prossimo anno.Alfa Romeo Tonale Pick Up ” data-medium-file=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg?w=1080&h=616?w=300″ data-large-file=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg?w=1080&h=616?w=1024″ class=”size-full wp-image-122337″ src=”https://motorlifeit.files.wordpress.com/2019/03/alfa-romeo-tonale-pick-up.jpg” style=”max-width:100%;” />

via La versione pick up del nuovo suv Alfa Romeo Tonale — Virgilio Motori

EX MINISTRO DI MONTI: “VOLEVAMO PORTARE GLI ITALIANI ALLA SOGLIA DI POVERTÀ” — Notizie 24 ore

Signore e signori, ecco Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro nel governo di Mario Monti. Ospite a SkyTg24, commenta le misure adottate dall’esecutivo Gentiloni sul reddito di inclusione, e spiega: “C’è una grossa differenza tra ciò che avevamo immaginato e quello che si dice sarà il reddito di inclusione, ovvero che nel nostro schema la famiglia e le persone venivano portate alla soglia di povertà“.

Poi qualcosa gli è sfuggita di mano e hanno creato piu’ miseria del previsto, CON ANNESSI SUICIDI A RAFFICA

Una gaffe, insomma. O forse un lapsus. Di sicuro, l’ex ministro ha affermato chiaro e tondo che Monti (col benestare di Napolitano che lo ha nominato) aveva un obiettivo: affamare le persone portandole alla soglia di povertà. Lo aveva affermato lo stesso Monti, vantandosi Monti si vanta alla CNN: stiamo distruggendo la domanda interna(video)

E D’Attorre lo aveva ampiamente confermato  D’Attorre (Pd): annientamento dell’Italia programmato. Da Monti a Renzi è tutto scritto (video)

Il video è stato rilanciato su Twitter dove qualche incompetente asservito al sistema (non avendo capito un tubo) si è permesso di commentare, dicendo che lo spezzone è decontestualizzato. Capite fino a che punto il regime ha spappolato il cervello delle persone fragili? Qui un’intervista di Monti al Corriere

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via EX MINISTRO DI MONTI: “VOLEVAMO PORTARE GLI ITALIANI ALLA SOGLIA DI POVERTÀ” — Notizie 24 ore

COMMISSIONE BANCHE/ Draghi, la contromossa di Mattarella per fermare M5s e Lega

La Commissione d’inchiesta sulle banche, nonostante i paletti di Mattarella, rischia di diventare mero strumento di caccia al consenso

30.03.2019 – Ugo Bertone il sussidiario.net

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (LaPresse)

Non è difficile sospettare che il presidente Sergio Mattarella avrebbe volentieri fatto a meno di apporre la propria firma alla legge che ha istituito la nuova Commissione d’inchiesta sulle banche voluta dal Governo giallo-verde. La conferma arriva dai paletti posti all’attività del nuovo organismo che, vista la durata del mandato e l’ambito dei compiti attribuiti dal Parlamento, rischia di configurarsi come un nuovo potere (o forse contro-potere) nei confronti delle autorità esistenti, sia in Italia che a livello europeo, in grado di interferire e condizionare l’intera attività del credito. Per carità, i problemi non mancano in materia finanziaria. E non potrebbe essere diversamente per un sistema che a fatica sta emergendo dalla voragine delle sofferenze, assai frammentato e provato dai crac che si sono susseguiti e dalle perdite registrate dai risparmiatori e dagli azionisti. Un fardello che, per la verità, solo in parte può essere contestato ai banchieri di casa nostra. 

Certo, ci sono stati comportamenti colpevoli e arricchimenti illeciti (ben poca cosa rispetto alla realtà anglosassone e tedesca), ma il cedimento strutturale di una parte del sistema non è stato il frutto di furti o malversazioni, bensì il risultato di una crisi che ha mandato all’aria un quarto del sistema industriale del Paese, più il cappio del debito pubblico e altri guai che una gestione intransigente e miope da parte di Bruxelles (vedi la gestione del caso Tercas) hanno ampliato a dismisura.

Di tutto questo, del resto, si è già occupata la precedente Commissione d’inchiesta. Stavolta l’obiettivo è senz’altro più ampio, perché l’indagine riguarderà l’intero sistema, non solo istituti coinvolti in situazioni di crisi, con l’obiettivo di “analizzare la gestione degli enti creditizi”, ovvero una dizione che più generica e ampia non si può. Quasi una licenza di uccidere, per scomodare James Bond, peraltro conferita ad agenti come Gianluigi Paragone, senz’altro ottimi giornalisti e conduttori tv, ma che nulla probabilmente sanno di tecnica bancaria, dei regolamenti di Basilea, di credit default swap o di altri derivati. E ignari, è lecito supporre, di Intelligenza Artificiale, Fintech e altre tecnologie che probabilmente cambieranno dalle fondamenta il sistema nel prossimo futuro, alla faccia dei nostalgici della vecchia filiale dove il bancario del buon tempo antico custodiva i libretti di risparmio investendo i depositi nelle migliorie della drogheria all’angolo. 

Non è il caso, però, di prendersela con Paragone o altri politici che hanno esclusivi interessi politici. Una commissione di indagine, capace di affrontare con la necessaria sensibilità e competenza un rinnovamento del sistema potrebbe metter le basi per una ripartenza dell’economia di casa nostra. Sarebbe sufficiente attendere pochi mesi (non più di otto) per poter affidare l’impresa a Mario Draghi, in uscita da Francoforte, così come Barack Obama seppe sfruttare competenza e autorità di Paul Volcker, l’ex presidente della Fed, per voltar pagina dopo la grande crisi. Ma in quel caso si guardava avanti con la volontà di affrontare e risolvere i problemi. Un compito probabilmente impari per le capacità dei nostri piccoli Catoni in erba, alla ricerca di occasioni per alimentare la audience tv, il mestiere che sanno fare meglio. 

Non è difficile prevedere che la Commissione, pur con i saggi paletti posti dal Presidente per evitare invasioni di campo nei confronti di Banca d’Italia, della magistratura o delle istituzioni Ue, offrirà molti spunti polemici e altrettante occasioni per influire sulle scelte dei professionisti. Più arduo capire che contributo possa offrire al miglior funzionamento del sistema, sia oggi che in proiezione futura. Ma non è questo l’intento della maggioranza, che pur dovrebbe badare a governare, ma che preferisce imbastire processi, l’attività che gli riesce meglio. 

via COMMISSIONE BANCHE/ Draghi, la contromossa di Mattarella per fermare M5s e Lega —

ANGELO DEL CIELO

Onda Lucana

ANGELO DEL CIELO 

Tratto da:Onda Lucana ®by Antonio Lanza-Pescopagano (pz)

Ero troppo innamorato

di te che eri così bella

il mio angelo sperduto

del cielo la mia stella.

Ti cercavo nei miei sogni

come premio dell’amore

così grande lascia i segni

le ferite che ho nel cuore

Angelo del cielo, fermati con me

le pene dell’amore puoi consolare

e quando la notte scende, vedo te

sento una melodia è il mio amore.

E quando le stelle si spengono

e nel cuore il buio poi domina

le favole di un tempo svaniscono

cosa rimane del nostro domani.

Ero innamorato e lo sono ancora

il suo profumo si spande intorno

vorrei vivere l’oblio non il dolore

svegliarmi solo quando tu ritorni.

Che importa se poi

svaniranno i ricordi di un amore

se finalmente noi

rivivremo i sogni dei nostri cuori

se questo tu vorrai

un incantesimo ci farà sognare.

Angelo del…

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